Dalla Relazione 2002 sull'export di armi
LE BANCHE ARMATE DEL 2001

   Cinque Istituti di credito si sono aggiudicati il 65% delle transazioni bancarie di armamenti: al primo posto la Bipop-Carire che nel 2001 ha assunto il 19,4% degli importi autorizzati; seguono poco distanti la Banca Nazionale del Lavoro (17,1%), Banca di Roma (11,7%), Credito Italiano (9%) e Gruppo bancario S. Paolo Imi (8%).
   Ma ecco l'elenco alfabetico completo degli Istituti di credito che si sono aggiudicati "importi autorizzati" di vendita di armi nel 2001.
   Nota: tutti gli importi sono espressi in Euro.

Istituti di Credito

Numero di Autorizzazioni

Importi
autorizzati

% sul Totale Importi
Autorizzati

Importi
segnalati

Importi
accessori
autorizzati

Importi
accessori
segnalati

Arab Bank PLC

2

476.334,13

0,08

0,00

23.970,49

0,00

B. Popolare Antoniana Veneta

1

1.024.808,36

0,17

0,00

223.046,67

0,00

Banca Commerciale Italiana

30

9.525.273,82

1,56

59.524.095,88

177.299,96

1.201.491,26

Banca di Roma

30

71.432.094,90

11,70

60.685.031,72

6.691.989,27

1.560.653,56

Banca Intesa - Banco Ambrosiano Veneto

8

20.518.890,94

3,36

2.528.475,95

131.945,63

0,00

Banca Intesa - Cariplo

2

92.832,93

0,02

0,00

0,00

0,00

Banca Nazionale Agricoltura

0

0,00

0,00

193.520,02

0,00

0,00

Banca Nazionale Lavoro

132

104.572.911,99

17,13

52.329.227,64

9.496.955,34

3.277.517,27

Banca Popolare Bergamo

6

6.563.733,83

1,08

0,00

0,00

0,00

Banca Popolare di Brescia

0

0,00

0,00

450.819,23

0,00

0,00

Banca Popolare di Intra

2

79.215,00

0,01

0,00

0,00

0,00

Banca Popolare di Vicenza

3

598.701,47

0,10

0,00

230,08

0,00

Banca Popolare Lodi

0

0,00

0,00

11.584.625,05

0,00

0,00

Banca Popolare Novara

1

20.288,67

0,00

2.500,98

2.028,87

4.456,79

Banca Toscana

1

302.127,29

0,05

439.763,05

0,00

0,00

Banco Ambrosiano Veneto

0

0,00

0,00

1.986.946,28

0,00

176.493,08

Banco Bilbao Vizcaya

3

46.717.869,03

7,65

8.520.161,13

1.552.393,26

335.253,92

Banco di Brescia

18

698.767,37

0,11

298.561,02

0,00

0,00

Banco di Napoli

0

0,00

0,00

26.310.169,25

0,00

0,00

Banco di Sicilia

2

1.072.365,29

0,18

41.933.025,02

75.065,57

3.671.122,91

Banco Santander Central

1

19.717.230,86

3,23

0,00

0,00

0,00

Banque National de Paris

0

0,00

0,00

29.617.451,16

0,00

397.190,91

Barclays Bank PLC

4

27.165.597,31

4,45

18.245.438,84

0,00

0,00

BIPOP CARIRE SPA

2

118.379.503,04

19,39

19.188.187,00

5.283.480,82

0,00

Cassa di Risparmio di Firenze

22

1.296.336,14

0,21

813.835,09

24.381,18

9.518,13

Cassa di Risparmio di La Spezia

19

412.476,93

0,07

0,00

15.682,99

0,00

Cassa di Risparmio Parma e Piacenza

1

79.931,80

0,01

39.965,00

0,00

0,00

Cassa Risparmio Prov. Lombarde

0

0,00

0,00

1.271.960,58

0,00

0,00

Credito Bergamasco

0

0,00

0,00

2.192.568,61

0,00

0,00

Credito Italiano

63

54.777.350,40

8,97

79.950.382,08

11.623.523,80

340.121,29

Dresdner Bank

1

6.622.878,53

1,09

6.622.878,53

1.008.728,75

1.008.728,75

EFIBANCA Gruppo BIPIELLE

1

6.705.078,32

1,10

1.005.761,75

0,00

0,00

Gruppo Bancario S.Paolo IMI

55

48.866.130,19

8,00

37.451.252,84

906.722,20

162.580,27

INTESABCI Spa Banca Commerciale Italiana

87

42.007.516,81

6,88

32.038.936,23

3.830.563,63

978.996,88

INTESABCI spa Banco Ambrosiano Veneto

1

48.825,17

0,01

194.870,92

4.882,52

0,00

INTESABCI spa Cariplo

1

5.587.565,27

0,92

1.540.662,04

0,00

0,00

Monte Paschi Siena

2

14.389.747,02

2,36

14.068.515,64

0,00

0,00

ROLO BANCA Spa

2

822.392,18

0,14

574.809,74

8.310,00

3.324,16

UBAE Arab Italian Bank Spa

0

0,00

0,00

4.699.130,58

0,00

0,00

Unicredito Italiano

0

0,00

0,00

2.395.950,70

0,00

0,00

Totale generale

503

610.574.774,99

100,00

518.699.479,55

41.081.201,03

13.127.449,18

Nota: gli importi "autorizzati" sono riferiti esclusivamente al 2001, mentre gli importi "segnalati" sono riferiti anche ad operazioni autorizzate negli anni precedenti. Gli importi "accessori" -autorizzati o segnalati- comprendono in particolare i compensi di mediazione.
FONTE: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Relazione sulle operazioni autorizzate e svolte per il controllo dell'esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento nonché dell'esportazione e del transito dei prodotti ad alta tecnologia (Anno 2001), Roma, Senato della Repubblica, Atti Parlamentari, Doc. LXVII n. 1, 2001 (cfr. Tabella S nell'Allegato E: Relazione del Ministero dell'Economia e Finanze, Dipartimento del Tesoro- Direzione III)

Dalla Relazione 2002 sull'export di armi
ARMI ITALIANE: SULLE ROTTE DEI MARI DEL SUD

Giorgio Beretta

Nel 2001, il 75% delle vendite di armi italiane è andato verso paesi non appartenenti alla Nato e il 56% verso il Sud del mondo. Sono alcuni dei preoccupanti dati che emergono dalla Relazione recentemente presentata in Parlamento.

Cresce l'export autorizzato dal governo italiano di armi. In piccola percentuale, l'1% in più dell'anno precedente, ma cresce. E nel 2001 raggiunge un totale di 863 milioni di euro (1.671 miliardi di lire). Un dato che rappresenta il trend di questi ultimi anni. Nel triennio 1990-92, infatti, l'export medio era a quota 1.588 miliardi, contro gli oltre 3.000 miliardi degli anni '80. Nei tre anni successivi, però, era già salito a 1.991 miliardi. Qualcosa in meno - 1.910 miliardi - tra il 1996 e il 1998, per poi tornare a 1.975 miliardi di lire (oltre 1 miliardo di euro) nel triennio 1999-2001.
Sono questi i dati ufficiali documentati dalla Relazione al Parlamento sulla vendita di armi italiane che il presidente del Consiglio, in ottemperanza alla legge 185 del 1990, è tenuto ogni anno a presentare.

Dalla Relazione apprendiamo che nell'anno 2001 il primo cliente dell'industria bellica italiana è stata la Svezia, che ha acquistato dall'Agusta (Finmeccanica) 20 elicotteri A109 per uso militare per un valore di 128 milioni di euro. L'unico dato "rassicurante" è forse questo. Nel 2001, infatti, le esportazioni italiane hanno confermato non solo di essere in crescita, sia pur di poco, ma di essere ormai stabilmente vendute a paesi del Sud del mondo che assorbono il 56% delle nostre esportazioni (e nel 2000 avevano toccato il picco del 70%!).

Nel 2001 sono state esportate armi dall'Italia in Medio Oriente per 160 milioni di euro, il 18,5% del totale. L'Arabia Saudita è stato il secondo acquirente in assoluto dopo la Svezia con 119 milioni di euro di materiale. Rilevanti anche le esportazioni in Turchia (45,2 milioni), Egitto (20,5 milioni) e in Kuwait (12,3 milioni). Tra i clienti compaiono Israele con due autorizzazioni per 1,8 milioni e l'Algeria che compra per 1,2 milioni di euro.

Ancora più preoccupanti delle nuove autorizzazioni sono le consegne di sistemi già autorizzati negli anni precedenti: per 32,7 milioni di euro negli Emirati Arabi Uniti, in cui sono comprese le mine marine Manta e Murena della Sei di Brescia, e per 13,6 milioni in Siria, dove prosegue il riammodernamento dei carri armati T72 con i nuovi sistemi di controllo del tiro delle Officine Galileo (Finmeccanica).

Se l'Est europeo appare in calo come cliente, ben più consistente l'export in Asia e nessuna cautela - nonostante quello che afferma la stessa Relazione - verso le aree calde. Le forniture maggiori sono per la Malaysia (76,2 milioni) e per la Corea del Sud (13,7 milioni), ma non mancano l'India (10,1 milioni e 52,5 milioni di consegne) e il Pakistan (9,4 milioni e 19,2 milioni di consegne), nonostante il governo Islamabad fosse nella lista Usa degli "stati canaglia" per i suoi rapporti il regime dei talebani in Afghanistan.

All'America latina è destinato un quinto delle armi italiane vendute nel 2001. Il Brasile è il terzo cliente in assoluto con 90 milioni di euro di acquisti, il Cile compra per 74 milioni di euro, il Venezuela per quasi 8 milioni.
Insomma, nonostante la legge 185/'90 vieti espressamente la vendita di armi a paesi con conflitti in corso, che violano i diritti umani e a regimi dittatoriali, l'Italia continua a esportare armi a paesi poveri e in via di sviluppo, fortemente indebitati e in guerra. Nel frattempo la lobby delle armi si sta dando da fare in Parlamento per eliminare anche questi controlli.

Giorgio Beretta
Missione Oggi
20 maggio 2002)